La Forza Silenziosa del Perdono: Incontro con Gemma Calabresi.

Qual è la differenza tra essere credenti e avere il dono della fede? Una domanda alla quale non è certo facile rispondere senza addentrarsi in complessi ragionamenti teologici. Giovedì sera, però, una risposta tanto semplice quanto concreta, da sembrare scontata, si è materializzata in una serata che ha toccato le corde dell’anima.

Le persone che hanno gremito il palacongressi di Cavalese hanno avuto il privilegio di ascoltare la testimonianza di Gemma Calabresi, vedova del commissario Luigi Calabresi, la cui vita è stata tragicamente stravolta dall’assassinio del marito nel 1972, un evento che ha lasciato un segno indelebile nella storia italiana.

L’evento, dedicato alla presentazione del libro di Gemma Calabresi, La crepa e la luce, è stato abilmente organizzato da ‘Strada Nova’, con il patrocinio del Comune di Cavalese, della Magnifica Comunità e il supporto della Cassa Rurale e Rizzoli Cucine. Don Albino, parroco di Cavalese, ha introdotto la serata con una presentazione che non solo ha posto le premesse per un momento di introspezione, ma ha anche preparato il terreno per le toccanti testimonianze che sarebbero seguite.

Gemma Calabresi, con la sua presenza sobria ma incredibilmente carismatica, ha aperto il suo cuore davanti alla platea, narrando il dolore e la trasformazione interiore seguiti alla perdita del marito. La sua storia è un viaggio emotivo che attraversa il buio della perdita, la rabbia e la disperazione, fino alla luce della riconciliazione con il passato e l’accettazione del perdono come strumento di pace interiore.

“Il Signore mi ha mandato dei segni”, ha detto, descrivendo come momenti precisi l’abbiano guidata verso la comprensione e l’accettazione del suo dolore. Questi segni, interpretati come messaggi di speranza, hanno illuminato il suo cammino, permettendole di trasformare il ricordo di una tragedia personale in un messaggio di amore e perdono.

Le sue parole, cariche di emozioni e sincerità, hanno reso tangibile per i presenti il potere della resilienza umana. La sua capacità di narrare eventi così personali con una prospettiva che abbraccia la speranza e il rinnovamento spirituale ha offerto ispirazione e conforto, mostrando come il perdono possa essere la via per la pace interiore.

La serata è stata guidata dalle domande della giornalista Linda Stroppa, che ha saputo indirizzare la conversazione illuminando ulteriormente la profondità del messaggio condiviso da Gemma. Il dialogo tra le due donne ha aperto spazi di riflessione sul significato più ampio della fede, del dolore e della capacità umana di superare le proprie sofferenze attraverso la grazia del perdono.

Concludendo l’evento, i ringraziamenti del sindaco Finato hanno riconosciuto non solo l’importanza della serata per la comunità di Fiemme, ma anche il valore universale delle parole di Gemma Calabresi. La sua testimonianza, infatti, trascende il contesto locale, offrendo una lezione di vita che parla al cuore di ciascuno, ricordandoci dell’immensa capacità di recupero e rinnovamento insita nell’essere umano. In una società spesso divisa e ferita, la storia di Gemma Calabresi può essere un faro di speranza, dimostrando che anche nelle circostanze più dolorose, l’umanità può trovare una strada verso la luce, guidata dal perdono e dalla fede.

E così, a fine serata, molti erano coloro che portavano in viso il contagioso sorriso della signora Calabresi, un chiaro segno dell’impatto emotivo e spirituale della sua testimonianza.

Articolo di Luigi Piazzi.

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